Archive for giugno 2014

I trattamenti sbiancanti venduti in rete!

I trattamenti di sbiancamento dentale venduti in rete: cure o fregature?

Gli Odontoiatri vi spiegano perchè i procedimenti di sbiancamento dentale, commercializzati attraverso internet, potrebbero rivelarsi una delusione.

  • I procedimenti di sbiancamento dentale, commercializzati attraverso internet, potrebbero rivelarsi una delusione per svariati motivi; molte persone acquistano trattamenti sbiancanti con forti sconti attraverso la rete, senza una visita preventiva, cioè senza una corretta diagnosi del tipo di discromia. Quello che apparentemente sembra essere un ottimo affare potrebbe invece diventare una spiacevole esperienza negativa.

    Ogni tipo di discromia ha caratteristiche diverse, per cui deve essere diversamente trattata; non è possibile ridurre a un unico protocollo, con identici materiali e metodi, il trattamento di tutte le discromie.

    La diagnosi del tipo di discromia, a cura del medico odontoiatra, è importantissima perché è la base di partenza del trattamento che permetterà la cura di un’importantissima parte del nostro corpo, che deve essere mantenuta in salute senza pericolo di danni o insuccessi.

    Quindi, solo dopo un’accurata diagnosi, sulla base dei dati anamnestici, seguita da accertamenti diagnostici e da rilievi clinici, è possibile correggere alcune discromie dentali.

    Le dentature che sono sottoposte ai soli perossidi per il trattamento delle discromie devono essere selezionate, non devono presentare gengiviti o malattia parodontale; anche la presenza di carie e tartaro non consente il tanto acclamato bleaching perché indica una scorretta igiene domiciliare che sicuramente inficerà nel breve o medio termine i risultati. Tutti questi problemi, preventivamente identificati dall’odontoiatra in sede diagnostica, devono essere eventualmente trattati e/o compensati convenientemente prima di sottoporsi alle corrette procedure di sbiancamento professionale.

    La dieta, il fumo e altre abitudini sono fattori estrinseci che influiscono negativamente sui trattamenti effettuati dall’odontoiatra;  non controllare o non sospendere questi comportamenti, porta all’insuccesso del trattamento.

    Va inoltre considerata la presenza di otturazioni in composito e/o la presenza di manufatti protesici che non saranno intaccati dal perossido e manterranno la loro colorazione iniziale producendo colorazioni eterogenee con un effetto estetico negativo.

    I rischi provocati da un non corretto trattamento delle discromie dentali sono anche di tipo estetico, potendo essere causa di manifestazioni come la presenza di aree “gessose” sui denti (segni di ipomineralizzazione dello smalto), oppure l’opacizzazione e/o la non translucenza degli elementi dentari scorrettamente trattati, con possibilità di comparsa e/o accentuazione di zone discromiche a nuvola, chiamate white spot, che enfatizzeranno – semmai – gli effetti antiestetici.

    Bisogna sempre tenere presente, inoltre, che i costi devono essere commisurati alla qualità del trattamento:  molti professionisti vendono  trattamenti sottocosto, offrendo in realtà solo prestazioni parziali, limitate solo a certi denti o a determinate superfici dentali e non sempre effettuati adottando le corrette e dovute precauzioni quali l’utilizzo di opportune dime di protezione (labbiali, linguali, gengivali, ecc…).

    Il presente articolo non è una divulgazione scientifica, ma è da considerarsi una semplice informazione al pubblico.

 

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La salute orale dei bambini! A chi il compito della prevenzione?

“Negli ultimi giorni sono emerse alcune dichiarazioni secondo cui sarebbe sbagliato pensare a una campagna preventiva che solleciti i genitori a portare i bambini in età prescolare dal dentista. Questa linea ci sembra un messaggio fuorviante per la popolazione e ci trova in disaccordo”. Così Giuseppe Marzo, Segretario scientifico della SIOI (Società Italiana dell’Odontoiatria Infantile).

Il dibattito segue i dati presentati in questo mese dal Servizio Studi ANDI, secondo cui il 75,7% dei bambini italiani tra i 3 e i 5 anni non è mai andato dal dentista: “È un risultato preoccupante – prosegue il Professor Marzo – la prima visita odontoiatrica deve avvenire in età molto precoce ed è consigliata a un anno di vita”.

Anche le recentissime raccomandazioni della U.S. Preventive Services Task Force pubblicate su Pediatrics considerano l’efficacia dello screening da parte del pediatra non supportata da evidenza scientifica.
“Noi ribadiamo con forza la necessità di una collaborazione tra il pediatra e l’odontoiatra”. dice il prof. Roberto Ferro (past president SIOI). “I pediatri devono avere le giuste competenze per fare uno screening di massa, ma poi una visita nei primi anni di vita del bambino da parte di uno specialista odontoiatra infantile è necessaria”.
“Gli interventi in età precoce – conclude – rappresentano sempre la migliore forma di prevenzione delle complicanze in dentatura decidua e nella futura dentatura permanente”.

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