Archive for marzo 2015

I denti ritornano bianchi solo dal dentista!!

I denti ritornano bianchi solo dal dentista!!

Lo sbiancamento dentale è la procedura in grado di riportare il colore dei denti a quello originario, ma per uno sbiancamento efficace bisogna rivolgersi al proprio dentista ed evitare i prodotti fai da te. Nicotina, teina, farmaci e alcuni alimenti sono i nemici principali della discromia dentale (l’alterazione del colore dei denti naturali), facendo perdere al sorriso il colore e la brillantezza di un tempo. Per questo i trattamenti sbiancanti sono sempre più richiesti. Per essere efficaci e non causare problemi a denti e gengive, però, devono essere prescritti dal dentista. Lo sbiancamento, spiegano i Dentisti ANDI, è un atto medico. E’ quindi indispensabile che l’odontoiatra valuti preliminarmente la natura del difetto di colore del dente naturale oggetto del trattamento e la situazione clinica del paziente. E’ opportuno ricordare che lo sbiancamento non risolve tutti i difetti di colore dei denti naturali. Le discromie dentali sono infatti spesso dovute a difetti strutturali dello smalto del dente che possono avere origini diverse, come la prolungata assunzione di farmaci in età infantile, traumi dentali o altre cause eziologiche. E’ inoltre necessario valutare lo stato di salute delle gengive e quello generale dei denti per valutarne la situazione in termini di livello di posizione ed accertare l’eventuale esistenza di condizioni infiammatorie. La presenza di tartaro richiede una seduta di igiene orale prima del trattamento. I prodotti per lo sbiancamento dentale professionale sono a base di perossido di idrogeno ad elevata concentrazione. Non agiscono direttamente sulla componente minerale dello smalto dentale, ma vanno a modificare il legame chimico presente nelle sostanze responsabili della discromia del dente. L’azione del perossido ad alta concentrazione riorienta la riflessione della luce da parte dello smalto dentale ospite di quelle sostanze. Si tratta comunque di un effetto temporaneo. Per questo il trattamento sbiancante va ripetuto ad intervalli di tempo regolari, secondo le prescrizioni dell’odontoiatra, in media ogni 18-24 mesi.

I prodotti sbiancanti secondo la norma:

I prodotti “consumer” (quelli venduti in farmacia o al supermercato) per lo sbiancamento dentale sono classificati come prodotti cosmetici ed il loro utilizzo è regolamentato da una normativa europea recepita anche dalla legislazione italiana.Quelli con una percentuale di perossido di idrogeno fino al 0,1% possono essere acquistati ed utilizzati direttamente dal cittadino. Se la concentrazione è invece compresa tra lo 0,1% ed il 6% il loro utilizzo è consentito solo sotto stretto controllo medico. L’odontoiatra potrà poi indicare all’igienista dentale, secondo la situazione clinica del paziente, la tipologia di prodotto da utilizzare e per quanto tempo. I prodotti con concentrazione superiore sono classificati come dispositivi medici e possono essere utilizzati esclusivamente dall’odontoiatra

I consigli del tuo dentista:

Quando non è possibile effettuare il trattamento sbiancante? Quando il paziente ha: un’igiene orale trascurata, gengive infiammate o con gravi problemi paradontali, elementi dentali fratturati o con otturazioni compromesse. Se il paziente è: una donna in stato di gravidanza; sottoposto a particolari terapie farmacologiche; nell’età dello sviluppo.

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La prevenzione inizia guardandosi in bocca!

Prendersi cura della propria igiene orale, effettuando almeno una volta all’anno una visita odontoiatrica e, almeno, due volte al giorno effettuare una attenta igiene orale con spazzolino, del filo interdentale o dello scovolino insieme all’utilizzo costante di dentifrici e collutori fluorati, è il modo migliore per prevenire l’insorgere di patologie come carie e malattie parodontali. Ma si può fare di più, bisogna anche guardarsi in bocca. La particolarità della bocca è che essa è facilmente ispezionabile, per cui è semplice evidenziare i primi sintomi di una patologia e intervenire come opportuno. Ovviamente alcune di queste sono semplici da individuare, altre molto complesse per la prevenzione delle quali è opportuno un costante monitoraggio. Le basi di una autodiagnosi in odontoiatria possono essere, semplificando, le seguenti: presenza o meno di sanguinamento delle gengive, sia a causa di una pressione o spontaneamente; sensibilità dentale, caldo, freddo, dolce; cambio del colore, o della forma, della superficie del dente; presenza sulle mucose, guance o gengive, di rigonfiamenti, lesioni o macchie biancastre. Nel caso di “visioni” sospette è consigliabile rivolgersi al più presto al proprio dentista di fiducia. Intercettare preventivamente problematiche, sia semplici come la carie che più complesse come lesioni precancerose, è determinante ed evita di dover ricorrere, in seguito, a cure molto più invasive. Piccole attenzioni quotidiane danno sicuramente grandi risultati sul benessere della vostra bocca e del vostro sorriso.

I consigli del tuo dentista

Sono portatore di protesi fissa ed avverto un cattivo sapore in prossimità della zona dove la protesi è applicata. Probabilmente c’è un problema di igiene orale nella prossimità della protesi o sotto gli elementi posti sulla gengiva. Anche i portatori di protesi fissa devono eseguire sedute di igiene professionale

Lo sapevi che…

Se le gengive sono più basse che in passato e i denti sembrano essere più lunghi, se sanguinano ogni volta che ti lavi i denti, se hai la sensazione che i denti si muovono, se senti dolore ogni volta che mastichi potresti essere affetto da malattia parodontale in fase avanzata

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