Archive for aprile 2015

LE AFTE!!

LE AFTE!!

Le afte e l’aftosi della bocca sono un fastidioso disturbo che possono verificarsi in maniera ricorrente nel corso della vita di ognuno di noi. Le cause non sono ben conosciute anche se molte condizioni le possono scatenare. Le afte si presentano come lesioni rotonde o ovali di varia dimensione (da pochi millimetri fin oltre il centimetro di diametro).  Le afte sono  sempre  lesioni benigne e non degenerano in forme tumorali. Si risolvono spontaneamente nel giro di pochi giorni o alcune settimane nei casi più gravi (la cosiddetta stomatite aftosica ulcerante). In pratica si tratta di ulcerazioni e abrasioni della gengiva più o meno profonde, molto dolorose e che provocano una forte sensazione di bruciore. Possono essere singole o multiple, localizzate o disseminate per il cavo orale e si localizzano in ogni punto della bocca compresa la lingua. Le afte sono manifestazioni molto fastidiose e possono arrivare a compromettere l’alimentazione del paziente che non riesce più a masticare i cibi ma solo bere bevande fredde. L’afta è sempre molto dolorosa al tatto e determina bruciore. Nel caso della stomatite aftosica generalizzata (detta anche stomatite erpetica con decine di vescicole anche confluenti tra loro) si può avere una compromissione dello stato generale della persona con febbre e linfonodi ingrossati. Esiste anche una varietà in cui la lesione si presenta come una singola afta gigante che può raggiungere il centimetro di diametro.

Quali sono le cause?

L’eziologia dell’aftosi non è stata ancora bene compresa. Sicuramente sono in gioco fattori che coinvolgono il sistema immunitario (o meglio problemi legati a fattori autoimmuni) e spesso le afte si verificano in concomitanza con altre malattie o con altre disfunzioni dell’organismo. E’ osservazione comune che le afte insorgono in tutti i casi di immudeficienza dovute a patologie severe così come durante l’esecuzione della chemioterapia. Oppure dopo stress fisici o psichici o più semplicemente dopo aver mangiato certo cibi (alimenti piccanti, frutta secca, cioccolato, etc). Esiste tutta una seri di malattie o sindromi correlate all’aftosi come la celiachia, la sindrome di Bechet, la malattia di Chron, il lupus volgare, il pemfigo, etc. Spesso l’aftosi è associata a deficit vitaminici come le vitamine del gruppo B e la vitamina E oppure deficit di acido folio e di ferro. Infine le afte conseguono a interventi odontoiatrici come otturazioni debordanti o con spigoli accentuati così come nel caso di protesi sia fisse che mobili: il continuo traumatismo che ne consegue determina uno stato infiammatorio con lo sviluppo di afte. Anche dopo morsicature accidentali si possono sviluppare afte che facilmente si possono infettare con batteri o virus.

Prevenzione e terapia

Nell’ aftosi prevenzione e terapia sono strettamente correlate nel senso che la migliore terapia e senz’altro la prevenzione. Non esiste una terapia medica vera e propria per le afte e quindi i farmaci usati sono solo sintomatici (essenzialmente una combinazione tra corticostroidi e antibiotici da usare sotto forma di spennellature e colluttori). Utili anche i supplementi di vitamina del gruppo B e E. Se l’aftosi fa parte del quadro generale di altre malattie potrà regredire solo se tali patologie verranno curate in maniera soddisfacente. Un buon rimedio naturale contro le afte è costituito dalla propoli e dall’aloe vera. Per quanto riguarda la prevenzione occorre avere una buona igiene orale, mangiare frutta e verdura, evitare il fumo e l’alcool, evitare stress psico fisici e condurre una vita la più sana possibile. Naturalmente vanno rimosse tutte quelle cause di natura odontoiatrica che rappresentano un fattore irritativi cronico delle gengive e della lingua e fare un controllo generale dal dentista almeno una volta all’anno. Ricordiamoci sempre che l’insorgenza delle afte è una sorta di “specchio” del nostro organismo: se non stiamo bene, se abbiamo un malessere anche generale, non ben definito, ecco che insorge l’aftosi. Evitare stress sia fisici che psichici è altresì molto importante: i disordini del sistema immunitario dovuti a problemi ormonali, a problematiche psicologiche e a strapazzi fisici spesso determinano l’insorgenza delle afte soprattutto in maniera cronica.

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La dieta che aiuta a prevenire la carie!!

La dieta che aiuta a prevenire la carie!!

Dieta salva denti per prevenire la carie. Latte, formaggio e frutta secca aiutano a contrastare le carie mentre le bevande dolci, gli agrumi e anche i cereali possono favorirne l’insorgenza.
La salute dei denti, insomma, oltre che da una buona igiene orale, dipende anche da cosa si mangia perché i cibi possono alterare i livelli di acidità e la quantità di zuccheri presenti nella saliva, cioè i due fattori causa principale dell’insorgere della carie, di cui soffre un italiano adulto su due.
La Società italiana di ortodonzia ha elaborato la Piramide orto-alimentare in cui sono indicati i cibi che possono aiutare la salute dentale e quelli che, invece, la mettono a repentaglio.
Il presidente Giampietro Farronato ed Erna Lorenzini del Dipartimento di Scienze Biomediche della Salute dell’Università degli Studi di Milano, ci spiegano le regole più importanti mentre Piero Altieri, membro della Commissione internazionale della Società Italiana di Odontoiatria Infantile, suggerisce come alimentare i bambini per prevenire le carie e assicurare un corretto sviluppo dell’apparato masticatorio
Da un’indagine condotta dalla Società Italiana di Ortodonzia, emerge che – su un campione di 1269 persone che si sono sottoposte ad una visita ortodontica gratuita – quasi la metà (617) presenta la carie, con leggera prevalenza dei maschi sulle femmine (55%) e degli abitanti del Sud (51%) rispetto al Nord (40%). La correlazione con il livello di igiene orale dimostra come, peggiorando le condizioni della salute orale, aumenti la presenza di carie: sul totale dei soggetti esaminati, il 77% con cattiva igiene orale presentava carie mentre la percentuale scendeva al 34% nei soggetti con buona igiene. Ma perché si formano le carie? Un recente studio pubblicato sulla rivista “Annali di Stomatologia” ha confermato quanto già era noto, riscontrando come lo zucchero, contenuto in molti alimenti per esempio i carboidrati, al termine della digestione ritorni in bocca attraverso le ghiandole salivari e nutra costantemente le colonie di batteri naturalmente presenti nella bocca.

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Carie non curate in 2,4 miliardi di persone

Carie non curate in 2,4 miliardi di persone

Attribuito alla carie il primato della malattia più diffusa al mondo,non tutte le persone colpite però sono corse ai ripari. Sono infatti quasi due miliardi e mezzo gli adulti che non hanno curato le carie dentali. È la conclusione di uno studio realizzato da diversi istituti di ricerca di Usa e Regno Unito pubblicata sulla rivista Journal of dental research. Ogni anno la carie colpisce 190 milioni di persone senza essere trattata in modo adeguato. Se non curata con efficacia, la malattia può diventare un problema serio per la salute, oltre ad avere un significativo impatto economico anche in termini di spesa sanitaria. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) si tratta della quarta malattia cronica più dispendiosa. Nei casi più gravi può compromettere la produttività delle persone adulte e la qualità delle prestazioni scolastiche di bambini e ragazzi.
Sono stati raccolti i dati di 378 studi relativi a 141 Paesi tra il 1990 e il 2010.Circa 640 milioni di bambini, pari al 9%, hanno i loro denti da latte minati dalla carie. I numeri variano nei diversi Stati: in Italia si registra un’incidenza del 47% superiore alla media dell’Europa occidentale. Le età più colpite sono 6, 25 e 70 anni. Quest’ultimo dato si legge alla luce dell’emergenza delle carie alle radici dei denti, mentre i ricercatori spiegano il dato dei 25 anni con una maggiore trascuratezza per l’igiene orale. In molte scuole, infatti, vengono promosse le buone pratiche per difendere la salute di bocca e denti che probabilmente vengono ‘dimenticate’ col passare degli anni. Per questo, secondo gli autori dello studio, anche nei posti di lavoro si potrebbe tornare a parlare di prevenzione.
La carie è una malattia infettiva cronica e degenerativa. Lo smalto dei denti perde i componenti minerali a causa dell’acidità della placca batterica presente nella bocca. Per la prevenire l’insorgenza di carie (al di là dei fattori genetici e dell’igiene orale) si deve guardare all’alimentazione. La ricerca, infatti, punta il dito contro le abitudini alimentari scorrette di bambini e adulti, in particolare il consumo di cibi e bevande piene di zuccheri e di cibi acidiche possono corrodere i denti. Da bandire quindi merendine, snack, bevande zuccherate e dolciumi.

logo CARIE NON CURATE IN 2,4 MILIARDI DI PERSONE – FONTE: IL SOLE 24 ORE SALUTE

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