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Appuntamento dal dentista? Mai più paura!

Appuntamento dal dentista? Mai più paura!

Grazie alla sedazione cosciente i pazienti riescono a superare lo stress odontoiatrico, permettendo al dentista di lavorare in tranquillità con un interlocutore collaborativo e perfettamente a suo agio.

Paura del dentista? Scopri come possiamo aiutarti (link al form contatti)

La sedazione cosciente è la soluzione ideale per tutti coloro, soprattutto i bambini, che soffrono della cosiddetta “paura del dentista”. È una pratica controllata, sicura ed efficace che permette di superare lo stress odontoiatrico e di lavorare con tranquillità anche con i pazienti più delicati, mettendoli a loro agio. Sempre più persone ricorrono alla sedazione cosciente per diverse cure, dalle lesioni cariose, alle devitalizzazioni fino all’implantologia.

Perché lo fanno? I motivi sono diversi: è una tecnica che avvicina il paziente alle pratiche mediche, rendendole meno invasive e dolorose grazie al protossido di azoto indicato per svariati interventi in odontoiatria.
Durante gli interventi in sedazione cosciente, in cui il cliente rimane sveglio e consenziente, non avvengono interferenze negative sui sistemi vitali, anzi, l’assenza di stress insieme alla somministrazione di ossigeno, assicurano al paziente una costante protezione in caso questo sia affetto da patologie cardiocircolatorie, respiratorie o ad altri organi.

L’assenza di percezioni dolorose, assicurata dall’esecuzione di tecniche di anestesia locale indolori, potenti, durature e profonde, accresce il gradimento e l’accettabilità della sedazione cosciente e la fidelizzazione del paziente.

Appuntamento dal dentista? Mai più paura!


I bambini e la sedazione cosciente

La seduta dal dentista con questa pratica riesce a eliminare l’angoscia e l’ansia dei bambini diventando estremamente gradevole per i piccoli in primis e anche per i loro genitori. Come per i pazienti adulti, durante la sedazione cosciente il bambino rimane perfettamente vigile e collaborante, risponde agli stimoli e alle richieste dell’operatore, è estremamente tranquillo e non ha paura.
Rimane in questa condizione fino al termine della seduta consentendo all’operatore di lavorare nel modo migliore. Il bambino scende dalla poltrona allegro e felice per il risultato ottenuto: essersi sottoposto alle cure senza nessun timore.
La sedazione cosciente è molto utile anche nei casi in cui i bambini vanno volentieri dal dentista, ma non riescono a farsi curare a causa delle difficoltà a stare “troppo tempo” con la bocca aperta, o a causa di accentuato riflesso del vomito. Durante l’intervento con la sedazione si riduce il riflesso faringeo e il bambino, in questo modo, può affrontare le cure senza difficoltà.
La comodità di utilizzo e la facilità ne fanno una metodica estremamente efficiente. Oltre a permettere di lavorare in totale sicurezza ed affidabilità, l’induzione della sedazione è molto rapida (3-5 minuti) e altrettanto è la metabolizzazione del protossido d’azoto (1-2 minuti).

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Denti da latte; ecco le risposte per mamme e papà

Denti da latte; ecco le risposte per mamme e papà

Quando spuntano i primi dentini?

Il primo dentino tipicamente spunta intorno ai sei mesi, ma c’è chi lo mette già a quattro mesi e mezzo e chi, invece, non ne ha neppure uno a un anno. Di solito le mamme e i papà si preoccupano per un ritardo di eruzione, non per un anticipo: ma in un caso o nell’altro, non c’è da preoccuparsi perché la nascita dei denti è scritta nel nostro codice genetico e può esserci una grande variabilità tra bimbo/a e bimbo/a.
Solitamente, quando i dentini spuntano si osserva una maggiore salivazione e la tendenza a mettere tutto in bocca: sono sintomi locali tipici dell’eruzione. E oggi in farmacia si trovano tanti giochini da mordere (da tenere in freezer) per alleviare un po’ il fastidio.
Nel periodo in cui stanno erompendo i denti, si tende ad attribuire qualsiasi forma di malessere del bambino alla dentizione. Ma non ci sono evidenze scientifiche che collegano la comparsa dei primi dentini alla febbre, alla diarrea.

Quanti sono i denti da latte?

Sono 20 e spuntano gradualmente, dai 6 mesi ai due anni e mezzo (anche in questo caso ricordiamo che può esserci una grande variabilità tra bimbo e bimbo). L’ultimo a spuntare è il secondo molaretto.

Quando iniziare a lavare i denti?

Subito. Fin dalla comparsa del primo dentino. Con spazzolini adeguati: se ne trovano diversi in farmacia adatti a questa età. Fino ai due anni non serve usare il dentifricio, ma è sufficiente spazzolare a secco. Poi si raccomanda l’uso di un dentifricio al fluoro (all’inizio la quantità di dentifricio deve essere pari a un pisello surgelato) dato che le ultime linee guida nazionali non indicano più la somministrazione di fluoro per via sistemica (in altre parole, le pasticche di fluoro) ma per via topica, per prevenire la formazione della carie.
È importante curare fin dall’inizio l’igiene orale per evitare la formazione della placca e il ristagno di batteri cariogeni in bocca. Ed è importante che i bambini e le bambine familiarizzino con un gesto che deve diventare una sana abitudine quotidiana, da ripetere più volte nel corso della giornata, dopo i pasti.
Inizialmente, quindi, l’appuntamento con lo spazzolino dovrebbe essere un piacevole momento condiviso con la mamma o con il papà, da accompagnare per esempio con canzoncine e filastrocche: “laviamo lo sporchino dal dentino…”.
Per la salute orale dei bambini sarebbe altresì importante evitare di passare, accidentalmente, i batteri cariogeni dalla propria bocca a quella dei bambini: quindi no all’abitudine di mettere in bocca il ciuccio, se è caduto a terra, prima di darlo al bimbo; e no all’abitudine di assaggiare il cibo con lo stesso cucchiaio con cui poi lo si darà a (o mangerà) lui o lei.

Quando cominciano a cadere?

I primi denti da latte a cadere sono gli incisivi inferiori centrali, tipicamente intorno a sei anni. Ma ad alcuni bambini (precoci) cadono già a cinque mentre ad altri (tardivi) a sette anni.
Poi, dalla caduta del dente da latte, possono passare anche dei mesi prima che compaia il dente permanente, soprattutto nel caso degli incisivi laterali superiori, e dei canini superiori… In questa fascia di età, oltre ad iniziare la permuta dei denti, compare il primo molare permanente, che spesso viene scambiato per un dente da latte. Attenzione: spesso è il primo dente che si caria. Lavatelo bene.

Meglio lo spazzolino elettrico o manuale?

Lo spazzolino manuale va benissimo. Iniziate a lavare i dentini con quello manuale poi sarà il dentista a consigliare uno o l’altro. Un consiglio: almeno fino agli 8 anni, la sera spazzolate prima voi a secco (senza dentifricio) i denti dei vostri figli arrivando, scrupolosamente, ai denti posteriori. Perché a quell’età non sanno ancora eseguire quei movimenti fini che consentono di spazzolare adeguatamente tutta la dentatura. Poi lasciate che facciano da soli: mettendo un po’ di dentifricio al fluoro sullo spazzolino.

Quando fare la prima visita dal dentista?

Si consiglia la prima visita dal dentista pediatrico intorno ai due anni e poi di ripetere i controlli ogni sei mesi. Sarà in ogni caso il proprio dentista a dare le successive indicazioni per un adeguato monitoraggio della salute orale del bambino.

Quando mettere l’apparecchio?

I regolari controlli dal dentista pediatrico sono importanti proprio per intercettare tempestivamente eventuali problemi e intervenire di conseguenza: dalla necessità di una maggiore e più puntuale igiene orale per prevenire le carie, all’apparecchio per risolvere problemi di malaocclusione, morso inverso, incrociato, aperto, affollamento (denti storti)…
L’età in cui mettere l’apparecchio ortodontico dipende dal difetto, perché alcuni vanno trattati precocemente, anche a cinque anni, nel caso di altri difetti ortodontici invece si preferisce intervenire più avanti negli anni (a 12-13 anni).

Cosa fare se digrigna i denti?

Il bruxismo, come il sonnambulismo, è considerato normale fino a sei-sette anni: nel 90% dei casi infatti l’abitudine di digrignare i denti durante la notte sparisce con la crescita. Dopo questa età, una visita ortodontica può valutare eventuali problemi di malaocclusione che possono provocare questo disturbo e, di conseguenza, può essere utile per identificare quali interventi adottare.

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