Notizie utili

I DENTI INCLUSI!

L’ inclusione dei canini è un problema da diagnosticare e curare il prima possibile in quanto potrebbe portare alla perdita dei denti in età piuttosto giovane a causa della mal occlusione!

Inizialmente  è bene specificare che la permanenza oltre il suo tempo di un dente da latte nella bocca , deve sempre mettere nel dubbio i genitori perchè ci sono tabelle precise dell’ età media per la permuta di ognuno dei denti da latte. Se non le si conosciute, l’ unica ovvia conseguenza è che bisogna andare a far visitare due volte l’anno i propri bimbi, TUTTI, sempre, per verificare l’andamento della crescita, oltre che per le carie etc.. La mancata permuta di un dente da latte, che quindi non cade nei tempi medi stabiliti dalla Natura, richiede approfondimento radiografico senza indugi e senza stupide opposizioni da parte di genitori preoccupati dei raggi, o, molto peggio, da parte di pediatri riluttanti a prescrivere rx che forse non sanno che equivalgono alla radiazione che i nostri figli assorbono in mezza giornata di tintarella al mare..
L’ inclusione ad esempio di un canino è un problema gravissimo che, può essere causato da diversi fattori tra cui il più diffuso è il palato stretto,contratto che non permette la fuoriuscita dei denti permanenti oppure causa il non perfetto allineamento. Ma perchè il palato rimane stretto e non si sviluppa come dovrebbe, in alcuni (si tratta in realtà di una patologia molto frequente) dei nostri bambini?? La causa più frequente in assoluto  non è come molti pensano la ereditarietà (a parte che anche alcune abitudini viziate hanno esse stesse una componente congenita) ma le disfunzioni quali la respirazione orale e la deglutizione infantile, o il dito in bocca… Se pensiamo che la malposizione linguale ad esempio può dipendere da ciuccio o biberon troppo protratti nell’uso negli anni, capiamo come tutto ciò può partire veramente da molto lontano…Detto questo crediamo sia fondamentale intercettare queste problematiche ortodontiche all’età di 5/6 anni tramite una visita gratuita in modo da intervenire con apparecchi molto meno invasivi e ottenere risultati migliori e in tempi ridotti, non pensando più come  nel medioevo che non si può intervenire su un bambino che presenta ancora denti da latte.

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L’ OZONOTERAPIA DAL DENTISTA!

L’ OZONOTERAPIA DAL DENTISTA!

Una nuova terapia in grado di rallentare sensibilmente il progredire della carie nei bambini, permettendo di rimandare le cure vere e proprie ad età più mature.

L’idea di sfruttare l’ozono per curare i denti è piuttosto antica, mancavono però all’epoca le attrezzature adeguate in quanto gran parte della sostanza veniva dispersa,la concentrazione usata era quindi troppo bassa per funzionare,problematica superata dalle più moderne apparecchiature..
. L’ozono ha una capacità antibatterica prossima alla sterilizzazione totale (96% dei germi di ogni tipo vengono distrutti) e gli studi degli autori inglesi indicano che la sua sottile molecola penetra fino a 3 mm dentro la sostanza del dente (un valore molto elevato indubbiamente) e in una applicazione di 30 secondi può effettuare questa azione germicida totale.

Ciò, unito alle proprietà di biostimolazione (antidolorifiche e antinfiammatorie naturali dell’ozono) metterebbe il dente vitale in condizione, una volta eliminata la carie, di porre in atto le sue capacità difensive..

I difetti di questa tecnica stanno nel prezzo tuttora molto elevato dell’ attrezzatura,  ma sembra che è assai prossima la commercializzazione di una macchina, prodotta in Italia, dal costo decisamente inferiore. I pregi stanno nella mini-invasività della procedura che, per carie piccole e medio piccole, prevede l’esclusione dell’uso del classico trapano del dentista (e quindi anche la necessità della anestesia), massimo risparmio del tessuto dentale e possibilità di effettuare cure indolori in soggetti di ogni età, dai bambini agli adulti, timorosi o non.

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Lo spazzolino interdentale!

Lo spazzolino interdentale!

Nuovo spazzolino interdentale con disegno anatomico per la detersione degli spazi tra dente e dente!

La rimozione della placca dagli spazi interprossimali è essenziale al fine di ottenere e mantenere le condizioni soddisfacenti di salute gengivale

Sia le patologie parodontali che quelle cariose si sviluppano prevalentemente a livello interprossimale (tra un dente e l’altro) e, soprattutto, nei denti posteriori, per cui è opportuno che la rimozione della placca batterica, in queste aree critiche, sia particolarmente rigorosa.

Utilizzare il classico spazzolino in queste zone è piuttosto complicato, pertanto bisogna utilizzare degli strumenti specifici: filo interdentale, spazzolini interprossimali (scovolini), apparecchi elettrici. La scelta dello strumento più idoneo viene effettuata sulla base di caratteristici fattori anatomici e individuali stabiliti dal dentista. .
L’eventuale presenza di un manufatto protesico, per quanto congruo, rende più complessa l’igiene domiciliare in sede interdentale, che rimane essenziale per il mantenimento della salute dei tessuti.
Le zone tra dente e dente protesizzate, infatti, dovrebbero presentare uno spazio a livello gengivale di circa 2 mm, per consentire l’agibilità a uno spazzolino interdentale, strumento fondamentale per la loro detersione. Al fine di ottenere una buona collaborazione da parte del paziente, è opportuno fornire una spiegazione semplice e personalizzata sugli stumenti da utilizzare, la difficoltà principale è, tuttavia, quella di motivare il paziente e migliorarne la manualità.
Quando si associano spazzolamento e pulizia interdentale, è dimostrato che vi sia una maggiore rimozione di placca, con una riduzione del sanguinamento maggiore rispetto al solo spazzolamento.. .
Dal momento che in molti pazienti la rimozione meccanica della placca non è sufficientemente efficace, e dovrebbe essere migliorata, proporre l’utilizzo di spazzolini interdentali anatomicamente modificati, associati ad istruzioni dettagliate sul loro impiego, può risultare proficuo. Infatti, sulla base di studi a breve durata, anche un singolo episodio di istruzione nell’igiene orale, che descriva l’uso degli strumenti di igiene, determina un effetto positivo significativo, seppur modesto, sulla riduzione della gengivite.

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Prima visita dal dentista gratuita!!!

Prima visita,piano di trattamento e preventivo di spesa

L’instaurarsi di un corretto rapporto medico-paziente è oggi di fondamentale importanza nella prevenzione del contenzioso.

In quest’ottica, molta attenzione deve essere data alla prima visita odontoiatrica: rappresenta il momento in cui, oltre alla raccolta dei dati anamnestici e clinici, medico e paziente possono dialogare su diagnosi, prognosi, alternative terapeutiche e relativi costi, creando così i presupposti del rapporto fiduciario. In prima visita una comunicazione efficace, una correttezza nella diagnosi e un’informazione completa portano alla creazione del cosiddetto piano di cura. Può essere definito come un elenco di azioni ritenute necessarie per risolvere le patologie riscontrate nel paziente e per soddisfarne le richieste (non deve essere necessariamente la sequenza logica dei successivi interventi). Dall’associazione di un corrispettivo economico alle singole azioni riportate nel piano di cura scaturisce poi il preventivo.
La definizione del piano di cura e del preventivo non sostituisce il cosiddetto consenso informato al trattamento terapeutico, che rappresenta invece un’attività ben definita che va effettuata prima di iniziare la terapia, e documentata, anche se svolta verbalmente. Una volta che il paziente, adeguatamente informato, dà il suo consenso alle attività terapeutiche concordate nel piano di cura e accetta il relativo preventivo, si può passare alla vera e propria programmazione delle singole attività e quindi al cosiddetto piano di lavoro, sequenza logica, quindi, delle azioni stabilite dall’operatore che deve tener conto della “variabile tempo” nelle singole sedute e nel trattamento nel suo insieme.
Nell’attività clinica quotidiana, il processo informativo che, attraverso una comunicazione efficace, porta alla formulazione di piano di cura – preventivo – piano di lavoro e all’ottenimento del consenso informato, richiede indubbiamente del tempo. Tuttavia anche il tempo dedicato all’informazione, alla comunicazione e alla relazione è tempo di cura , e il tempo da percorrere non deve essere quello del dentista, ma quello del paziente.
Alla prima visita si deve dare pertanto sempre maggior importanza in termini quantitativi (tempo) e qualitativi (efficacia della comunicazione e completezza dell’informazione), per instaurare con il paziente quel rapporto fiduciario alla base della prevenzione del contenzioso.

L’articolo è stato pubblicato sul Dental Tribune n° 12 del 2012.

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Gli adulti si lavano i denti in modo sbagliato!

Gli adulti si lavano i denti in modo sbagliato!

 Anche se la maggior parte delle persone si pulisce i denti almeno due volte al giorno, una gran parte li pulisce semplicemente nel modo sbagliato. Le conseguenze di questo comportamento, a volte, possono portare con sé un costoso trattamento dal dentista.

Un mondo sottosopra: i bambini puliscono i denti correttamente, gli adulti in modo sbagliato
Il 57% degli intervistati lava i denti con un movimento circolare, si tratta di una tecnica sbagliata: “Un movimento circolare dello spazzolino può ferire le gengive e spingere placca e batteri sotto il bordo gengivale, dove si possono creare infiammazioni. Inoltre, si tratta di un metodo che non permette di pulire così a fondo. La tecnica corretta  consiste nello spazzolare con decisione con un movimento di va e vieni, che proteggono le gengive e rimuovono in modo ottimale la placca batterica”. Meno di un terzo degli intervistati pulisce quindi i denti correttamente (32%). Ma per quale motivo così tante persone puliscono i denti in modo sbagliato? “La maggior parte spazzola i denti ancora come gli è stato insegnato nell’infanzia, da genitori o alla scuola materna”,  “in realtà per i bambini fino a dieci anni circa i movimenti circolari sono ancora la tecnica giusta, poiché si tratta di un movimento abbastanza semplice. Per gli adulti però non è così. Il dentista può consigliare di volta in volta la tecnica migliore”.

Poca concentrazione, poco tempo, pochi soldi
Anche chi adotta la tecnica corretta per spazzolare i denti dovrebbe prestare attenzione durante il momento dedicato alla pulizia.
Mentre la maggior parte degli intervistati con più di 50 anni (78%) durante lo spazzolamento si concentra solo su questa attività, sono soprattutto gli adulti tra i 14 e 29 anni a distrarsi più spesso mentre svolgono questa semplice operazione, camminano per casa (31%), oppure pensano alla giornata di lavoro (25%). Si aggiunge anche il fare le smorfie, per gli uomini intervistati (4%), e il fare una leggera ginnastica, per le donne (4%). La durata dello spazzolamento, nella media nazionale, è troppo bassa. Solo il 40% degli intervistati impiega tre minuti o più per lavarsi i denti. Solamente poco più della metà degli intervistati (59%) utilizza per la cura dentale anche altri strumenti, come il filo interdentale o spazzolini interdentali. E solo una minoranza (11%) utilizza il filo interdentale per pulire gli spazi tra i dentali almeno una volta al giorno.

I risultati migliori si ottengono con una pulizia dentale professionale. Questa però, per molti  (44%) risulta una scelta semplicemente troppa costosa; trascurare la salute dei denti per motivi economici è una scelta discutibile: «In gioco non è solo la salute dentale. Si trascurano anche otturazioni, corone e protesi, così come interventi completi, come i trattamenti della radice che sono di solito più costosi della stessa prevenzione».

Solo dopo i nove anni i bambini dovrebbero pulirsi i denti da soli
Anche nel campo dell’igiene orale dei bambini ci sono margini di miglioramento. Secondo uno studio, un bambino tra i sei e gli otto anni è già responsabile per la propria salute dentale. Tuttavia, «i genitori dovrebbero dare una seconda pulita ai denti del bambino fino al raggiungimento dei nove anni di età, anche quando il piccolo preferirebbe lavarseli da solo. Soprattutto la pulizia approfondita sul bordo della gengiva, o la pulizia degli spazi infradentali, a questa età non è ancora un gesto semplice».
Il comportamento dei bambini nel lavarsi i denti dipende dall’attenzione dei genitori. Già sin da piccoli, secondo uno studio, i bambini sono in grado di pulirsi i denti in autonomia: bimbi fra i tre e i cinque anni sanno lavarsi i denti da soli. Ogni bambino da allora è responsabile della propria cura dentale (11%) – tre quarti si lavano i denti con l’aiuto, pre o post lavaggio, di un genitore. Tra i più piccoli (3/5 anni) prevale l’uso del normale spazzolino dentale (65%), solo un 15% utilizza uno spazzolino elettrico. L’utilizzo dello spazzolino elettrico risulta raddoppiato nella fascia d’età dai 6 agli 8 anni (36%).
“I genitori dovrebbero portare i propri figli il più presto possibile dal dentista. Poiché il controllo e la profilassi regolare riducono la carie. Eventuali danni possono essere riconosciuti precocemente ed essere corretti”,  tuttavia, nonostante la cura attenta alcuni denti possono avere carie o essere mal posizionati e di conseguenza diviene necessario l’intervento del Dentista o dell’Ortodonzista. .

Dettagli studio
Studio commissionato da AXA e dall’Università Witten/Herdecke alla società di ricerche di mercato Forsa tra marzo e aprile del 2012; condotto in Germania attraverso un sondaggio online su un campione rappresentativo di 1.025 persone tra 14 e 69 anni.

L’articolo è stato pubblicato sul numero 12/2012 del Dental Tribune.

 

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