Notizie utili

La protesi All-on-four!

La protesi All-on-four!

Cos’è la protesi all-on four?

Come dice la parola stessa significa tutto su 4! Per spiegare di cosa si tratta chiariamo che riguarda tutte le persone edentule(senza denti) e portatrici di protesi mobili(dentiere).Il grosso vantaggio rispetto al passato è la possibilità di reinserire tutta la dentatura fissa sorretta da soli 4 impianti,pertanto intervento molto più semplice e veloce da eseguire,infatti il dentista non fa altro che forare l’osso in quattro punti dove verranno inserite viti in titanio che sorreggeranno tutta la dentatura in modo fisso eliminando cosi la vecchia dentiera!

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Supporto medico legale a chi ha ricevuto danni per cure odontoiatriche effettuate all’estero!

In merito all’interrogazione presentata il 14 novembre, dal senatore Fabio Rizzi, relativa ai servizi sul turismo odontoiatrico andati in onda su Striscia la Notizia nelle scorse settimane, in cui vene chiesto ai ministri competenti un intervento del governo per “riequilibrare” l’informazione data su un tema troppo importante per la salute orale da essere tratto con superficialità e dati inesatti, il presidente nazionale di ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), Gianfranco Prada commenta:

 

“A nome dei 23 mila dentisti aderenti ad ANDI ringrazio il senatore Fabio Rizzi per il sostengo che ha voluto dare alla nostra professione ed all’attenzione verso un problema, quello delle cure odontoiatriche all’estero, che merita certamente più attenzione anche nelle Aule parlamentari. I dati presentati nell’interrogazione parlamentare sono quelli che abbiamo fornito al senatore dopo le riunioni svolte in sede ANDI del “Tavolo del Dentale” e riprendono i comunicati che la nostra Associazione ha, fin dal giorno dopo i servizi di Striscia, ben evidenziato. Non posso che concordare con il senatore Rizzi sulla poca chiarezza del messaggio che è stato dato attraverso i servizi, pur non entrando nel merito se la trasmissione abbia  fatto un uso improprio dello strumento televisivo. Trattare l’argomento delle cure all’estero superficialmente, alla stregua di un fenomeno di costume, non aiuta certo il cittadino a valutare i vantaggi (pochi) ed i rischi (tanti) di affidare la cura dei propri denti all’estero. Il messaggio, sbagliato, che è passato è che il parametro che si deve guardare nello scegliere il dentista da cui farsi curare è il prezzo. La cura odontoiatrica è una prestazione medica al pari di quella fornita dal chirurgo o dal cardiologo. Sul tema sono di questi giorni i preoccupanti dati forniti da Cittadinanzattiva che riportano le denunce dei cittadini che si sono rivolti all’estero o che hanno comprato buoni sui siti di social shopping per le cure odontoiatriche e che hanno subito gravi danni. Proprio per supportare questi cittadini – conclude Prada – nei prossimi giorni attiveremo un servizio  per dare supporto, anche medico legale, a questi pazienti e realizzeremo un’indagine tra i nostri 23 mila iscritti per capire quanti sono i pazienti di ritorno che hanno dovuto sottoporsi a reinterventi per cure o riabilitazioni mal eseguite e quali sono i danni permanenti.

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1° visita dall’ortodonzista!

1° visita dall’ortodonzista!

L’ ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che studia le anomalie nello sviluppo delle ossa mascellari e del posizionamento dei denti cercando di prevenire attenuare o addirittura eliminare queste problematiche.Vengono utilizzate generalmente due tecniche spesso consequenziali,la prima chirurgica nei casi in cui i denti presenti ostacolino l’allineamento e l’occlusione degli altri,la seconda meccanica in cui vengono costruiti apparecchi che possono essere fissi o mobili. Chiaramente prima si interviene, maggiori sono le possibilità di successo,è pertanto consigliata una prima visita gratuita intorno ai 6 anni per una valutazione dei primi denti permanenti.

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studio dentistico convenzionato con il fasi/fasiopen

Sei un dirigente aziendale o un dipendente nel settore industriale?Leggi queste informazioni!

                                                              Nel novembre del 1977 nasce il Fasi, un   Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa alle prestazioni del servizio   sanitario nazionale, dedicato ai dirigenti di aziende industriali, in un   momento in cui emerge l’esigenza dei cittadini di essere curati da strutture   di fiducia e di trovare un’alternativa all’offerta sanitaria pubblica, lenta   e lacunosa. All’inizio degli anni Ottanta sono stipulati accordi sindacali   tra Fndai, Confindustria, Intersind ed Asap per il finanziamento, da parte   delle imprese, delle prestazioni erogate dal Fasi e per l’approvazione del   nuovo Regolamento del Fondo, che comincia ad operare sotto la gestione   paritetica di Confindustria e Federmanager. Nel 2006 vengono varati il nuovo   Statuto e il nuovo Regolamento che ampliano le norme per l’iscrizione dei   dirigenti, introducono nuove modalità per la confluenza collettiva e gli   strumenti tecnici di attuazione e in generale ridisegnano la governance di   Fasi.
Oggi, con più di 300 mila assistiti, il Fasi è tra i maggiori fondi   integrativi di assistenza sanitaria europeo.Domanda. A chi si rivolge il   Fasi?
Risposta. Ai dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi, ai quali   offre prestazioni di assistenza sanitaria integrativa alle prestazioni del   Servizio Sanitario Nazionale. Si rivolge, altresì, ai dirigenti di aziende   che applicano contratti di lavoro diversi dal precedente ma comunque   sottoscritti da Federmanager o da Confindustria.
D. Com’è la situazione italiana?
R. La situazione demografica in Europa subisce radicali cambiamenti, le   prospettive di vita si allungano e la popolazione invecchia. L’Italia è oggi   considerata tra i Paesi più vecchi e il suo processo di invecchiamento pone   nuove necessità nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Alcuni studi   evidenziano che la spesa sanitaria privata per il 90 per cento è sostenuta   direttamente dai consumatori, solo in via residuale le spese sanitarie sono   coperte da forme di tipo mutualistico. In questo quadro, il ruolo dei Fondi   Sanitari Integrativi è maggiore, considerate le rilevanti potenzialità di   crescita nel mercato. In Italia non vi sono risorse per l’autosufficienza e   non bastano le politiche di razionalizzazione della spesa, del contenimento   dei costi e di riduzione degli sprechi attuate dalle Regioni. La domanda è   incontrollabile e il sistema va ripensato favorendo lo sviluppo di forme   aggiuntive a quelle pubbliche. I Fondi integrativi potrebbero supportare il   Sistema Sanitario Nazionale e garantire ai cittadini il diritto e la   responsabilità di scelta delle prestazioni, nonché un’efficace ed efficiente   gestione delle loro risorse.

IL FASI OPEN PER I DIPENDENTI

il   FasiOpen, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa aperto ai   lavoratori d’azienda non dirigenti, quest’ultimo nato da un accordo tra   Confindustria e Federmanager del 29 aprile 2008. Il Fasi oggi assiste più di   130 mila dirigenti, oltre a 177 mila familiari e 17 mila aziende aderenti, e   rappresenta uno dei maggiori Fondi del settore in Europa; è particolarmente   attento all’area odontoiatrica, una di quelle per cui il decreto Sacconi ha   posto il vincolo della destinazione di almeno il 20 per cento del totale   delle risorse impiegate nel corso dell’anno gestionale.
D. Come si compone la rete delle strutture convenzionate?
R. È corposa e in continua evoluzione, e costituisce il risultato di anni di   lavoro e di una rigorosa selezione. Alla base c’è una selezione di qualità,   fatta annualmente, per garantire eccellente assistenza medica,   infermieristica e professionale. Il FasiOpen è stato concepito per rispondere   alle esigenze espresse da aziende, fondi e casse di poter contare su un prodotto   modulare personalizzato,  le   prestazioni sanitarie garantite, in gruppi di aree e moduli, prevedono   rimborsi secondo un Nomenclatore Tariffario, riferimento nazionale a livello   privatistico delle strutture sanitarie e dei medici chirurghi-odontoiatri. Le   misure adottate nel FasiOpen riguardano il potenziamento delle prestazioni   nell’area odontoiatrica, in quella chirurgica e in quella dei servizi   socio-sanitari.

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