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Tutto quello che devi sapere sull’implantologia!

Linee guida per il mantenimento della salute orale dopo trattamenti implantari

 

 

Cos’è l’impantologia?

L’implantologia è quella disciplina odontoiatrica che permette la sostituzione degli elementi dentari andati perduti in modo semplice,sicuro e duraturo nel tempo attraverso l’inserimento di

 

dispositivi protesici in titanio all’interno dell’osso.Ricerche cliniche e sperimentazioni condotte dalla comunità scientifica per oltre 20 anni insieme all’incessante progresso tecnologico delle metodiche e dei materiali ci permettono oggi di poter ritenere questa metodica un trattamento sicuro ed  ad altissima percentuale di successo con oltre il 95% dei successi a 10 anni dall’intervento.

 

COSA SIGNIFICA OSTEOINTEGRAZIONE?

 

L’osteointegrazione è quel fenomeno biologico che permette all’impianto di integrarsi solidamente con l’osso del paziente;questo significa che il legame tra l’impianto in titanio e l’osso che lo circonda non è solo fisico,ma anche biologico,ovvero che le cellule del nostro organismo sono in grado di crescere a livello della superficie dell’impianto e di legarsi a questo in maniera intima.

 

CHE COSA SONO GLI IMPIANTI?

 

Sono delle strutture in titanio il cui scopo è sostituire le radici naturali dei denti andati perduti.Una volta posizionati rimangono all’interno dell’osso interamente sommersi dalla gengiva.

All’impianto si connette un ulteriore struttura detta perno moncone il cui scopo è supportare la corona definitiva esattamente come le radici danno sostegno ai denti naturali.

 

QUALI VANTAGGI PRESENTA UNA PROTESI SU IMPIANTI OSTEOINTEGRATI ?

 

Nel caso il trattamento protesico si rivolga alla sostituzione di uno o comunque pochi elementi dentari vicini,l’implantologia offre diversi vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali.In primo luogo ci permette di poter inserire una protesi di tipo fisso senza dover intervenire sui denti vicini. Secondo le tecniche tradizionali infatti,per costruire un ponte fisso sono necessari almeno 2 pilastri che lo sorreggano in corrispondenza dei suoi estremi.I pilastri non sono altro che 2 o più denti naturali che vengono limati,e sovente devitalizzati,a scapito di una consistente perdita di tessuto dentario sano,per poter accogliere il ponte protesico.

L’utilizzo di impianti in titanio,invece,ci consente di poter sostituire gli elementi persi,in modo naturale e semplice,senza dover intaccare i propri denti.

Un ulteriore vantaggio consiste nella possibilità di poter ricorrere ad una soluzione di tipo fisso anche per protesizzare zone,definite selle edentule,in cui la perdita di tutti i possibili pilastri precluderebbe qualsiasi protesi fissa ovvero quando l’unica alternativa attuabile sarebbe una protesi parziale mobile scheletrica.

Gli impianti possiedono inoltre la capacità di continuare a stimolare in maniera attiva,attraverso le forze masticatorie,la funzionalità della cresta ossea evitandone così il caratteristico riassorbimento che si osserva in seguito alla perdita di un dente ed alla presenza di protesi tradizionali.Un vantaggio quindi non solo di tipo meccanico e funzionale,ma anche biologico.

In caso di trattamenti protesici estesi l’utilizzo di impianti dentali consente di poter progettare riabilitazioni di tipo fisso anche in quei casi l’unica alternativa terapeutica sarebbe un apparecchio di tipo mobile ovvero la classica dentiera.

In questo modo possiamo usufruire di notevoli vantaggi,tra cui:

–          il ritorno a una capacità di masticazione del tutto simile ai denti naturali

–          l’assenza di riassorbimento delle creste ossee tipicamente indotto dagli apparecchi mobili che costringe a periodiche ribasature

–          una maggiore tonicità a livello dei muscoli facciali,ovvero un viso più giovanile e naturale

–          l’eliminazione di fastidiose infiammazioni e quindi del dolore che gli apparecchi mobili causano a livello delle gengive per mancanza di stabilità.

 

 

QUALI SONO I PAZIENTI CANDIDATI ALL’IMPLANTOLOGIA ?

 

L’implantologia è una pratica che può  rivolgersi a tutta la popolazione adulta che per diversi motivi ha perso uno o più denti nel corso della propria vita.In particolare l’età adulta non è assolutamente considerata una controindicazione all’intervento,ma al contrario gli interventi più estesi spesso si rivolgono specificatamente a pazienti in età avanzata. L’implantologia rimane invece non consigliabile nei soggetti in fase di crescita,al di sotto dei 18-20 anni, in quanto lo sviluppo dento scheletrico non è ancora terminato.

 

E SEMPRE POSSIBILE RICORRERE ALL’IMPLANTOLOGIA? QUALI SONO LE PRINCIPALI CONTROINDICAZIONI ?

 

In generale chiunque può essere ritenuto un valido candidato a questo tipo di soluzione terapeutica,esistono tuttavia controindicazioni tra cui distinguiamo il fumo,la cattiva igiene orale,la presenza di malattie parodontali,scarsa quantità e qualità ossea; è bene precisare però che la mancanza di osso non và considerata una controindicazione assoluta.

In determinati casi infatti,nonostante la scarsità ossea,è possibile sottoporsi ad interventi di rigenerazione delle creste ossee in modo da ricreare quelle dimensioni ossee andate perdute nel tempo e quindi ristabilire una condizione ideale per l’inserimento degli impianti.Un esempio tipico è il rialzo del seno mascellare.

 

COME SI SVOLGE IL TRATTAMENTO PER IL POSIZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI? L’INTERVENTO è DOLOROSO?

 

L’intervento si esegue in regime ambulatoriale ed in anestesia locale.Se ritenuto necessario è possibile praticare una blanda sedazione per ridurre lo stress ed aumentare il confort del paziente che comunque rimane sempre sveglio e cosciente.L’intervento non è doloroso,ed è paragonabile a un’estrazione dentale semplice.Nella maggior parte dei casi,il giorno dopo è possibile tornare alle proprie occupazioni di tutti i giorni senza problemi.

Se non è prevista una protesizzazione immediata(come nel carico immediato),una volta inserito,l’impianto rimane coperto dalla gengiva in attesa che avvenga il processo di osteointegrazione.Durante questo periodo,che ha una durata media di 3-6 mesi,l’impianto diventa un tutt’uno  con l’osso circostante.Al termine di questo periodo l’impianto viene scoperto per inserire il pilastro di guarigione ovvero una piccola vite che per 2-4 settimane ha lo scopo di guidare la guarigione e la maturazione del tessuto gengivale preparandolo ad accogliere il perno moncone e la corona definitiva.Una volta guarita la gengiva il pilastro di guarigione viene sostituito dal perno moncone sul quale vengono fissati i lavori protesici definitivi.

 

QUALI SONO LE PRINCIPALI SOLUZIONI TERAPEUTICHE SU IMPIANTI ?

 

Impianto singolo o ponte: in caso di mancanza di un singolo dente si inserisce un impianto per ogni dente mancante.

Edentulia completa: quando mancano tutti i denti di un’intera arcata,esistono diverse soluzioni riabilitative,la protesi completa su 4 impianti ancorata e non rimovibile dal paziente,oppure le cosidette overdenture,cioè una protesi completa ancorata su 2 soli impianti rimovibile dal paziente per le manovre di igiene orale domiciliare.

Il carico immediato: è una particolare procedura che permette di caricare gli impianti ovvero fissare la protesi provvisoria a distanza di sole 24-48 ore dall’intervento,senza attendere i classici 3-6 mesi di osteointegrazione completa.

 

QUALI SONO I POSSIBILI RISCHI E COMPLICANZE DELL’INTERVENTO?

 

L’inserimento di un impianto è un intervento con rischi e complicanze del tutto simili ad altri tipi di interventi odontoiatrici.Dopo l’intervento è possibile quindi assistere alla comparsa di un leggero gonfiore o formicolio,in generale comunque una buona programmazione preoperatoria e tecniche chirurgiche poco invasive permettono di ridurre al minimo le possibilità di eventuali complicanze.

 

ESISTE IL RISCHIO DI RIGETTO?

 

Il titanio utilizzato per gli impianti è definito commercialmente puro ed è quindi totalmente biocompatibile con il nostro organismo.Questo significa che è inerte e da solo non è in grado di indurre reazioni avverse da parte del nostro corpo con il quale al contrario si integra completamente.Per gli impianti dentali in titanio è quindi sempre scorretto parlare di rigetto.

 

CHE COS’E IL FALLIMENTO IMPLANTARE?

 

Nonostante gli impianti non possano essere rigettati dal nostro organismo questo non significa che non possano essere persi per altre cause.In alcuni casi l’impianto può non osteointegrarsi durante il periodo di guarigione.Questa evenienza,definita come fallimento precoce,è poco frequente ma possibile,tuttavia può essere spesso risolta posizionando un nuovo impianto nella stessa sede del precedente.

Le cause principali del fallimento implantare tardivo(ovvero quello che avviene a distanza di anni dalla conclusione dei lavori)sono invece il fumo e la scarsa igiene orale,capaci di indurre infezioni e infiammazioni a livello dell’impianto e quindi riassorbimento dell’osso.

 

COS’E LA PERIMPLANTITE?

 

La perimplantite è un infiammazione localizzata a livello dell’impianto indotta dall’accumulo di placca e tartaro quindi da un’inadeguata igiene orale.Cosi come si verifica nella malattia parodontale i batteri che colonizzano la superficie dell’impianto inducono la distruzione dell’osso circostante fino a giungere alla perdita dell’impianto.

 

COME SI PUO’ CONTRIBUIRE ALLA BUONA SALUTE DELL’IMPIANTO NEL TEMPO?

 

Come accennato la scarsa igiene orale ed una cattiva manutenzione dell’impianto sono le principali cause del fallimento impiantare.Per questo motivo è opportuno sottoporsi a regolari controlli periodici,seguire scrupolosamente il piano di richiami prefissato ed eseguire un igiene orale domiciliare corretta e attenta.

 

QUANTO PUO’ DURARE UN IMPIANTO?

 

Sottoponendosi a controlli clinici regolari,mantenendo una buona igiene orale ed un corretto stile di vita,salvo particolari cambiamenti a livello di salute generale,la vita di un impianto può non avere limiti.

 

CHE COMPLICANZE PUO’ AVERE UNA PROTESI SU IMPIANTI?

 

Le complicanze a livello protesico sono piuttosto rare.Tra i problemi riscontrabili possiamo individuare problemi di tipo infiammatorio dovuti a scarsa igiene orale e problemi di tipo meccanico.In caso di fastidio o dolore è bene effettuare subito una visita di controllo per rimuovere le cause dell’infiammazione in modo da evitare l’insorgere di perimplantiti e ristabilire lo stato di salute.Problemi di tipo meccanico quali la decementazione di un ponte,la rottura o l’allentamento di una vite di fissaggio devono essere corretti il prima possibile.

 

QUALI ALTERNATIVE CI SONO AGLI IMPIANTI?

 

In caso di edentulia totale l’unica alternativa è la classica dentiera con tutti i problemi possibili e relativi all’uso di una protesi mobile come la mancanza di stabilità e il riassorbimento progressivo delle creste ossee.Nel caso di edentulia parziale sono indicate le protesi parziali scheletrate,che si avvalgono di ganci metallici o di resina per ancorarsi ai denti residui e dare stabilità all’apparecchio,ma gravano inevitabilmente sulla dentatura residua inducendo atrofia ossea.Esistono infine i ponti fissi, cioè strutture che vengono cementate su denti naturali per sostituire uno o più elementi dentari andati perduti.Necessitano di due elementi sani ai confini della zona edentula che devono essere limati e se necessario devitalizzati per poter fungere da pilastri portanti per la struttura.In questi casi il trattamento con impianti permette di sostituire i denti mancanti senza intaccare i denti vicini.

 

QUALI SONO I PRINCIPALI STRUMENTI PER OTTENERE UNA BUONA IGIENE DEGLI IMPIANTI?

 

Gli effetti a carico dei tessuti intorno all’impianto determinati dall’accumulo di placca sono molto simili a quelli osservabili a carico dei denti e dei tessuti parodontali.La placca batterica determina inizialmente un’infiammazione che causa un’alterazione del colore da rosa a rosso,sanguinamento e gonfiore.Col passare del tempo l’infezione tende a spostarsi sempre più in profondità fino a distruggere i tessuti di supporto dell’impianto.Per questo bisogna sempre adottare specifiche misure di controllo della placca intorno all’impianto cosi come intorno ai denti naturali in modo da mantenere un adeguata salute di tutta la bocca.

 

LA TERAPIA DI MANTENIMENTO !

 

La terapia di mantenimento è un piano di richiami individualizzato, col fine di controllare nel tempo la salute degli impianti dentali,verificare l’igiene orale ed identificare gli eventuali errori commessi dal paziente nell’igiene orale quotidiana.Nel corso del primo anno è importante eseguire visite di controllo regolari almeno ogni ¾ mesi,negli anni successivi la frequenza viene stabilita in base alle esigenze specifiche di ogni paziente ed al grado di igiene mantenuta.Una motivata collaborazione è indispensabile per garantire un successo implantare a lungo termine.

 

QUALI SONO LE AREE Più IMPORTANTI SU CUI EFFETTUARE UNA PULIZIA ACCURATA ?

 

Ricordando che una buona igiene orale va sempre eseguita in tutta la bocca possiamo individuare alcune aree verso cui è bene porre una maggior attenzione durante la pulizia.In prossimità dei pilastri ovvero a livello dei perni monconi che collegano l’impianto alla protesi, sotto gli elementi sospesi ossia tra il ponte e la gengiva e negli spazi interdentali.

 

QUALI SONO I PRINCIPALI STRUMENTI DI IGIENE ORALE ?

 

Spazzolino da denti: è preferibile l’utilizzo di uno spazzolino con setole morbide,che va utilizzato normalmente sulla superficie protesica esattamente come sui denti naturali con l’ausilio di un dentifricio non abrasivo.Il corretto uso dello spazzolino, che deve sempre essere in buone condizioni e quindi sostituito periodicamente,prevede le seguenti manovre; la testa dello spazzolino viene appoggiata sulla superficie delle gengive con un’inclinazione di 45° e deve essere effettuata una leggera pressione in modo da consentire alle setole di penetrare delicatamente sotto la gengiva.Si compie quindi un movimento rotatorio diretto dal margine gengivale alla superficie masticante del dente esercitando una pressione moderata.Si provvede poi a spazzolare le superfici occlusali(masticanti) dei denti con un movimento orizzontale diretto dal fondo del cavo orale verso la bocca.Infine è buona norma spazzolare anche il dorso della lingua.Si ritiene che,per ottenere un risultato soddisfacente sia necessario dedicare a queste manovre non meno di 3 minuti 2 volte al giorno.

Spazzolino interdentale(scovolino): lo scovolino è molto importante per mantenere una buona igiene dei pilastri e delle aree comprese tra la protesi e la gengiva ovvero al di sotto del sistema ponte; è opportuno che sia sempre delle dimensioni ideali in quanto uno scovolino troppo piccolo risulta inefficace ed uno troppo grande potrebbe risultare troppo invasivo.Esso va inserito negli spazi perimplantari tenendolo a 90° rispetto all’impianto,e non deve provocare dolore.In caso contrario va sostituito con uno di dimensioni inferiori.

Filo interdentale:è raccomandato per la pulizia di quelle zone che risultano troppo strette per poter utilizzare strumenti alternativi;si utilizza in questi casi un particolare tipo di filo che presenta un segmento rigido per facilitarne l’inserzione ed un segmento spugnoso per praticare la pulizia.Una volta inserito il filo attraverso la parte rigida,la parte spugnosa deterge il pilastro attraverso dei movimenti in avanti e indietro tenendo premuto il filo contro la parete del pilastro.L’uso del filo non esclude l’utilizzo dello scovolino.

 

ANTISETTICI E IMPLANTOLOGIA

 

Le riabilitazioni implantari,soprattutto quelle molto estese,richiedono particolari accorgimenti nel mantenimento igienico.La presenza infatti di manufatti protesici complessi aumenta il numero di spazi e nicchie difficili da raggiungere con i soli strumenti meccanici.Per questo può essere utile affiancare alle manovre di igiene quotidiane l’uso di un prodotto antiplacca.In condizioni di buona salute orale,può essere opportuno utilizzare un colluttorio in grado di contrastare la formazione della placca e l’infiammazione dei tessuti gengivali,raggiungendo le aree meno accessibili del cavo orale.Prevedendone un uso prolungato e quotidiano,il colluttorio selezionato dovrà essere ben tollerato e preferibilmente privo di alcool.Nel caso compaiano segni di infiammazione attorno agli impianti come edema(gonfiore),arrossamento o sanguinamento,è molto importante intervenire con tempestività per evitare che infiammazioni superficiali e reversibili chiamate mucositi possano diventare delle infezioni più profonde e irreversibili chiamate perimplantiti.In questi casi è sempre opportuno sottoporsi a una visita di controllo presso il proprio dentista,ma risulta utile usare un colluttorio o un gel alla clorexidina da associare alle manovre di igiene meccanica.In caso sia gia presente una perimplantite, bisogna affrontare cure specifiche dal dentista.Tuttavia applicazioni quotidiane di clorexidina in gel ad alte concentrazioni(0,5% o 1%) si sono dimostrate in grado di arrestare la progressione della perimplantite stessa e ridurre l’infiammazione della mucose perimplantari,prolungando potenzialmente la sopravvivenza degli impianti.

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L’implantologia a carico immediato!!!

 

Nel 1914 Hermann Junker scavando una tomba del XXV secolo a.c. rinvenne denti umani legati con un filo d’oro a rimpiazzare un elemento mancante. In epoca romana, come ci riferisce Orazio, esistevano protesi mobili che “uscivano dalla bocca anche solo in occasione di una rapida corsa” e Marziale scherniva Laecania perché aveva denti bianchi ma finti!

 

Oggi i portatori di protesi mobile “la dentiera” non sarebbero certo derisi da Marziale poiché l’estetica delle protesi è spesso superba, ma in quanto a instabilità della dentiera Orazio è ancora alquanto moderno.

 

Il superamento di questo millenario problema è rappresentato oggi dai moderni impianti in titanio che sono in grado sia di stabilizzare le dentiere, sia di mandarle definitivamente in pensione a favore di una protesi fissa. Uno dei progressi più significativi in implantologia riguarda il superamento, in casi selezionati, dei tempi di attesa affinché l’osso ricresca sull’impianto legandolo a sé. Di solito solo quando l’impianto è integrato nell’osso è possibile utilizzarlo come pilastro per costruire una protesi fissa o stabilizzare una dentiera.

 

Oggi invece, grazie all’implantologia a carico immediato, è possibile recarsi dal dentista la mattina inserire gli impianti necessari, attendere qualche ora affinché il lavoro protesico venga preparato ed ottenere anche in giornata una protesi fissa completa che permette di masticare subito.

 

E’ innegabile che i nuovi traguardi raggiunti dall’implantologia consentano di venire incontro a quei pazienti per i quali il fattore tempo è cruciale, a coloro che hanno grandi esigenze estetiche e che non accettano di restare per mesi in una condizione esteticamente insoddisfacente ed infine a quanti si rifiutano di utilizzare dentiere removibili poco stabili.

 

Il raggiungimento di questi traguardi è subordinato alla qualità dell’impianto e del chirurgo nonché ad una costante attenzione negli anni da parte del paziente attraverso controlli periodici dal dentista di fiducia.

 

 

 

Dott Enrico Gerli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Interventi in sedazione cosciente!!!

Molte persone evitano di sottoporsi a trattamenti odontoiatrici, o continuano a rimandare quelle terapie che scongiurerebbero l’inevitabile evoluzione peggiorativa del loro sorriso, pur sapendo che questo comportamento li metterà presto o tardi di fronte a maggiori sofferenze e maggiori spese.  Sono i soggetti “odontofobici”, coloro i quali associano alle terapie odontoiatriche sensazioni estremamente negative e di grande stress emotivo. Certo un po’ di responsabilità è anche di noi odontoiatri che un tempo, non avendo a disposizione le odierne efficaci e sicurissime molecole anestetiche e per l’aspetto, diciamo pure, un poco sinistro di alcuni “gabinetti dentistici”, rappresentavamo certamente un bello spauracchio per tante persone.

Oggi cerchiamo di produrre la situazione più confortevole possibile per tutti, con particolare attenzione a coloro che sono più ansiosi o destinati ad interventi piuttosto lunghi. Infatti vi vogliamo parlare di una fantastica tecnica anestetica denominata SEDAZIONE COSCIENTE, praticata da un medico esperto specializzato in anestesia e rianimazione; tale tecnica consente di mantenere il paziente in uno stato di incoscienza apparente: egli infatti non avverte più il nostro trattamento come un’esperienza stressante pur rimanendo assolutamente collaborante aiutandoci così a garantire un intervento veloce e sicuro. Da qui il nome di sedazione cosciente, COME DORMIRE DA SVEGLI PER VIVERE NON PIU’ UN INCUBO MA UN SOGNO AD OCCHI APERTI!

Grazie alle sue parziali proprietà ipnotiche, questa pratica riesce ad eliminare completamente lo stress evocato dalle nostre manovre senza la necessità di addormentare completamente il paziente.

La sedazione cosciente che soprattutto agisce sulla sfera psicologica del soggetto trasforma un evento per alcuni molto stressante in una esperienza assolutamente positiva.

 

Dott Enrico Gerli

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Interventi odontoiatrici in sedazione cosciente!!!

La sedazione cosciente indotta da un anestesista rianimatore attraverso la somministrazione di farmaci endovena, è una condizione che elimina l’ansia, l’emotività e l’agitazione psicomotoria che in misura più o meno accentuate nei singoli pazienti, possono essere associate alle procedure chirurgiche.

Attraverso questa procedura non vengono alterate nè la funzione respiratoria né la capacità cognitiva del paziente, il quale rimane in grado di rispondere agli stimoli verbali e tattili, conservando così la capacità, in tutta rilassatezza, di collaborare con l’ operatore. Talvolta questa tecnica può essere d’aiuto nel paziente con più marcato “riflesso del vomito”, soprattutto se questo è collegato all’emotività.

La “sedazione cosciente” non elimina tuttavia la necessità di eseguire un’adeguata anestesia locale da parte dell’ odontoiatra o del chirurgo. A seconda della necessità, sempre attraverso la sorveglianza di un’ anestesista rianimatore che effettua un monitoraggio continuo delle funzioni cardiaca e respiratoria, il livello di sedazione può essere reso più profondo, ma la funzione respiratoria viene sempre preservata. Talvolta possono essere somministrati endovena antidolorifici per un’adeguato controllo del dolore anche nelle ore successive all’intervento.

E’ necessario che il paziente che decide di sottoporsi alle manovre chirurgiche in “sedazione cosciente” esegua degli esami ematochimici ed un’elettrocardiogramma basale su indicazione dell’anestesista, il quale, nei giorni precedenti l’intervento visiterà il paziente, visionando così anche gli esami già eseguiti. Al termine dell’ intervento il paziente, sveglio ed in respiro spontaneo, viene trattenuto per un tempo adeguato sotto sorveglianza medica, e non appena ritenuto opportuno può ritornare al proprio domicilio accompagnato da una persona adulta responsabile.

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LA CORONA SU IMPIANTO !

LA CORONA SU IMPIANTO !

Le modalità di applicazione di un dente su un impianto !

Esistono due sistemi per un impianto di sostenere una corona  ( dente finto ) :

 

 

  1. Protesi avvitata: consiste nel realizzare in laboratorio una corona bucata al centro che poi con una vite passante viene avvitata dentro l’impianto – Alla fine il buco per il passaggio della vite viene chiuso con del materiale di otturazione ..
  2. Protesi cementata: in questo caso invece tra la corona e l’impianto viene interposto un moncone(una sorta di dente rimpicciolito che fa da supporto) che viene avvitato all’impianto e sopra di esso viene cementato il dente .

 

Proviamo a spiegare la proceduta di applicazione di una corona su un impianto:

 

L’impianto e’ stato inserito ed e’ bene integrato nell’osso essendo passati alcuni mesi.
Dalla gengiva sporge una vite tappo avvitata all’impianto, la quale permetterà  ai tessuti circostanti di guarire perfettamente e da li emergerà la corona.

Per prendere l’impronta (lo stampo) dei denti e dell’impianto (da cui poi l’odontotecnico sviluppera’ dei modelli in gesso che riproducono esattamente la situazione della bocca) la vite tappo viene svitata.

Il tecnico quindi costruisce il moncone di sostegno  individuale, forato al centro per il passaggio di una vite di fissaggio, che verra’ avvitato dentro l’impianto.

Sopra questo perno verra’ quindi appoggiata una corona in ceramica , cava al suo interno che si fissera’ al perno con del cemento.

Quindi , le componenti di questo sistema sono 3:
– l’impianto che e’ dentro l’osso
– il perno che e’ avvitato dentro l’impianto
– la corona che e’ cementata sopra al perno.

 

 

NEW DENTAL SRL

 

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