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Ruolo di genitore, odontoiatra e pediatra nella prevenzione della salute orale dei bambini

Ruolo di genitore, odontoiatra e pediatra nella prevenzione della salute orale dei bambini

Le più frequenti domande dei genitori :

Devo dare il fluoro a mio figlio?

A che età devo cominciare a lavare i suoi denti?

Quale dentifricio è meglio usare?

Spesso trovano risposte discordanti da parte del dentista e pediatra che generano ancora più confusione tra i genitori.

A fare un po’ di chiarezza arrivano le nuove Linee guida per la prevenzione della salute orale in età evolutiva, messe a punto da un gruppo di esperti e approvate a novembre 2013 dal Ministero della Salute, come aggiornamento del testo del 2008 (gli aggiornamenti delle linee guida tendenzialmente vengono aggiornati ogni 4 anni). La novità principale è che viene riconosciuta la maggiore efficacia del fluoro ad azione locale (dentifricio) rispetto a quello somministrato per via sistemica (gocce o pastiglie). Finalmente anche l’Italia si allinea a ciò che all’estero si sa (e si pratica)già da anni, eravamo orami l’unico Paese a consigliare la somministrazione di fluoro per via sistemica. Le principali raccomandazioni per i genitoriillustrate in queste linee guida aggiornate sono:

– I mezzi di fluoroprofilassi maggiormente utilizzati sono quelli per via topica (dentifrici, collutori o gel); questa via di somministrazione, inoltre, è in grado di fornire concentrazioni molto più elevate di fluoro rispetto a quelle contenute, ad esempio, nell’acqua potabile.

Dai 6 mesi ai 6 anni si può usare un dentifricio al fluoro, due volte al giorno e nei primi anni di vita è necessario che il genitore supervisioni la pulizia dei denti dei propri figli. Nei casi di oggettiva difficoltà all’uso del dentifricio e nei soggetti ad alto rischio di carie è consigliato abbinare, solo dopo prescrizione del pediatra, : da 6 mesi  fluoro in gocce o pastiglie. Dopo i 6 anni la fluoroprofilassi viene effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente una maggiore quantità di  fluoro, 2 volte al giorno. Esiste, inoltre, forte evidenza che l’eccessivo consumo di fluoro fino a 5/6 anni di età è associato ad un incremento del rischio di fluorosi. E’, quindi, consigliabile un’accurata supervisione della quantità di dentifricio fluorato somministrato al bambino nei primi anni di vita da parte del genitore  per ridurre al minimo il rischio di fluorosi.

– Fare attenzione all’alimentazione: Un’assunzione superiore alle quattro volte al giorno di zuccheri (addizionati ad alimenti come dolciumi, bibite, biscotti, torte, succhi di frutta, miele) porta a un aumento del rischio di carie.

– Effettuare la sigillatura dei solchi dei molari permanenti appena erotti (primi molari per es. circa 6 anni) in modo da prevenire l’insorgenza della carie sulle loro superfici occlusali.

– La presenza anche di un solo elemento dentale, deciduo o permanente, cariato, curato o mancante per carie rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di nuove lesioni cariose.

– L’assunzione di bevande e cibi contenenti carboidrati semplici è sconsigliata fuori dai pasti principali; in particolare, l’uso del succhiotto edulcorato e l’uso non nutrizionale del biberon contenente bevande zuccherine devono essere fortemente sconsigliati.

Nella cura dell’igiene orale dei bambini il pediatra riveste un ruolo fondamentale. Il pediatra deve valutare caso per caso il momento adatto per una visita specialistica per il controllo dell’igiene orale, delle carie, per il controllo della crescita e dell’allineamento dei denti, per altre problematiche del cavo orale e supportare i genitori con utili consigli su come educare i bambini alle manovre di igiene orale regolari e quotidiane sin da piccolini.

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La dieta che aiuta a prevenire la carie!!

La dieta che aiuta a prevenire la carie!!

Dieta salva denti per prevenire la carie. Latte, formaggio e frutta secca aiutano a contrastare le carie mentre le bevande dolci, gli agrumi e anche i cereali possono favorirne l’insorgenza.
La salute dei denti, insomma, oltre che da una buona igiene orale, dipende anche da cosa si mangia perché i cibi possono alterare i livelli di acidità e la quantità di zuccheri presenti nella saliva, cioè i due fattori causa principale dell’insorgere della carie, di cui soffre un italiano adulto su due.
La Società italiana di ortodonzia ha elaborato la Piramide orto-alimentare in cui sono indicati i cibi che possono aiutare la salute dentale e quelli che, invece, la mettono a repentaglio.
Il presidente Giampietro Farronato ed Erna Lorenzini del Dipartimento di Scienze Biomediche della Salute dell’Università degli Studi di Milano, ci spiegano le regole più importanti mentre Piero Altieri, membro della Commissione internazionale della Società Italiana di Odontoiatria Infantile, suggerisce come alimentare i bambini per prevenire le carie e assicurare un corretto sviluppo dell’apparato masticatorio
Da un’indagine condotta dalla Società Italiana di Ortodonzia, emerge che – su un campione di 1269 persone che si sono sottoposte ad una visita ortodontica gratuita – quasi la metà (617) presenta la carie, con leggera prevalenza dei maschi sulle femmine (55%) e degli abitanti del Sud (51%) rispetto al Nord (40%). La correlazione con il livello di igiene orale dimostra come, peggiorando le condizioni della salute orale, aumenti la presenza di carie: sul totale dei soggetti esaminati, il 77% con cattiva igiene orale presentava carie mentre la percentuale scendeva al 34% nei soggetti con buona igiene. Ma perché si formano le carie? Un recente studio pubblicato sulla rivista “Annali di Stomatologia” ha confermato quanto già era noto, riscontrando come lo zucchero, contenuto in molti alimenti per esempio i carboidrati, al termine della digestione ritorni in bocca attraverso le ghiandole salivari e nutra costantemente le colonie di batteri naturalmente presenti nella bocca.

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Carie non curate in 2,4 miliardi di persone

Carie non curate in 2,4 miliardi di persone

Attribuito alla carie il primato della malattia più diffusa al mondo,non tutte le persone colpite però sono corse ai ripari. Sono infatti quasi due miliardi e mezzo gli adulti che non hanno curato le carie dentali. È la conclusione di uno studio realizzato da diversi istituti di ricerca di Usa e Regno Unito pubblicata sulla rivista Journal of dental research. Ogni anno la carie colpisce 190 milioni di persone senza essere trattata in modo adeguato. Se non curata con efficacia, la malattia può diventare un problema serio per la salute, oltre ad avere un significativo impatto economico anche in termini di spesa sanitaria. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) si tratta della quarta malattia cronica più dispendiosa. Nei casi più gravi può compromettere la produttività delle persone adulte e la qualità delle prestazioni scolastiche di bambini e ragazzi.
Sono stati raccolti i dati di 378 studi relativi a 141 Paesi tra il 1990 e il 2010.Circa 640 milioni di bambini, pari al 9%, hanno i loro denti da latte minati dalla carie. I numeri variano nei diversi Stati: in Italia si registra un’incidenza del 47% superiore alla media dell’Europa occidentale. Le età più colpite sono 6, 25 e 70 anni. Quest’ultimo dato si legge alla luce dell’emergenza delle carie alle radici dei denti, mentre i ricercatori spiegano il dato dei 25 anni con una maggiore trascuratezza per l’igiene orale. In molte scuole, infatti, vengono promosse le buone pratiche per difendere la salute di bocca e denti che probabilmente vengono ‘dimenticate’ col passare degli anni. Per questo, secondo gli autori dello studio, anche nei posti di lavoro si potrebbe tornare a parlare di prevenzione.
La carie è una malattia infettiva cronica e degenerativa. Lo smalto dei denti perde i componenti minerali a causa dell’acidità della placca batterica presente nella bocca. Per la prevenire l’insorgenza di carie (al di là dei fattori genetici e dell’igiene orale) si deve guardare all’alimentazione. La ricerca, infatti, punta il dito contro le abitudini alimentari scorrette di bambini e adulti, in particolare il consumo di cibi e bevande piene di zuccheri e di cibi acidiche possono corrodere i denti. Da bandire quindi merendine, snack, bevande zuccherate e dolciumi.

logo CARIE NON CURATE IN 2,4 MILIARDI DI PERSONE – FONTE: IL SOLE 24 ORE SALUTE

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La prevenzione inizia guardandosi in bocca!

Prendersi cura della propria igiene orale, effettuando almeno una volta all’anno una visita odontoiatrica e, almeno, due volte al giorno effettuare una attenta igiene orale con spazzolino, del filo interdentale o dello scovolino insieme all’utilizzo costante di dentifrici e collutori fluorati, è il modo migliore per prevenire l’insorgere di patologie come carie e malattie parodontali. Ma si può fare di più, bisogna anche guardarsi in bocca. La particolarità della bocca è che essa è facilmente ispezionabile, per cui è semplice evidenziare i primi sintomi di una patologia e intervenire come opportuno. Ovviamente alcune di queste sono semplici da individuare, altre molto complesse per la prevenzione delle quali è opportuno un costante monitoraggio. Le basi di una autodiagnosi in odontoiatria possono essere, semplificando, le seguenti: presenza o meno di sanguinamento delle gengive, sia a causa di una pressione o spontaneamente; sensibilità dentale, caldo, freddo, dolce; cambio del colore, o della forma, della superficie del dente; presenza sulle mucose, guance o gengive, di rigonfiamenti, lesioni o macchie biancastre. Nel caso di “visioni” sospette è consigliabile rivolgersi al più presto al proprio dentista di fiducia. Intercettare preventivamente problematiche, sia semplici come la carie che più complesse come lesioni precancerose, è determinante ed evita di dover ricorrere, in seguito, a cure molto più invasive. Piccole attenzioni quotidiane danno sicuramente grandi risultati sul benessere della vostra bocca e del vostro sorriso.

I consigli del tuo dentista

Sono portatore di protesi fissa ed avverto un cattivo sapore in prossimità della zona dove la protesi è applicata. Probabilmente c’è un problema di igiene orale nella prossimità della protesi o sotto gli elementi posti sulla gengiva. Anche i portatori di protesi fissa devono eseguire sedute di igiene professionale

Lo sapevi che…

Se le gengive sono più basse che in passato e i denti sembrano essere più lunghi, se sanguinano ogni volta che ti lavi i denti, se hai la sensazione che i denti si muovono, se senti dolore ogni volta che mastichi potresti essere affetto da malattia parodontale in fase avanzata

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Tutto ciò che devi sapere sui denti da latte!!

Tutto ciò che devi sapere sui denti da latte!!

Per evitare la caduta anticipata dei denti da latte è necessario prevenire il rischio che si manifesti la carie,un disturbo presente in circa il  22% dei bambini a 4 anni(40% a 6 anni).A questo scopo è opportuno seguire alcune regole. Dalla comparsa del primo dentino,dopo i pasti principali è consigliabile passare sopra l’intera arcata gengivale un dito avvolto in una garza sterile imbevuta d’acqua.Dopo i 12 mesi invece si può cominciare ad utilizzare lo spazzolino bagnato(in commercio ne esistono piccoli e morbidi appositamente studiati per i denti da latte).Molto importante è evitare il contatto prolungato tra zucchero e dentini in quanto favoriscono la formazione di batteri responsabili della carie.Importanti sono gli integratori di fluoro,al riguardo secondo le ultime linee guida per la prevenzione della salute orale in età evolutiva,è stata riconosciuta la maggior efficacia del fluoro ad azione locale(contenuto nel dentifricio e/o applicato dal dentista rispetto a quello normalmente somministrato dal pediatra tramite pastiglie o gocce)per cui è necessario lavare i denti al piccolo con un dentifricio fluorato sin dai 6 mesi di età.

La comparsa dei denti da latte

I denti da latte o decidui compaiono per primi e sono destinati a cadere per far posto a quelli permanenti a partire più o meno dal sesto anno di età.Le gemme di questi primi dentini risultano già presenti sotto le gengive del neonato essendosi formate a partire dal 6° mese di gravidanza,e la loro progressiva eruzione si completa indicativamente tra i 6 e i 30 mesi di vita.Al termine di tale processo i denti saranno 20,10 superiori e 10 inferiori.Il fatto però che debbano essere sostituiti non deve indurci a trascurarli,in quanto prevenire la caduta prematura è, in realtà,molto importante per favorire la regolare crescita dei denti permanenti.

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